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Una grande Provincia, tanti luoghi da vivere



 

  • Il Sole 24 ore - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Cristina Terrusi
      Il Sole 24 ore
    La costruzione, realizzata nel 2005, è considerata un esempio di intervento a basso consumo energetico. Uno stabilimento industriale è stato profondamente ristrutturato e destinato a sede del gruppo del quotidiano finanziario "Il Sole 24 Ore". Il nuovo edificio, progettato da Renzo Piano, ha conservato il telaio in cemento armato esistente e ha utilizzato telai d'acciaio per aggiungere due nuovi piani. Le facciate in vetro danno leggerezza e limpidezza e lasciano intravedere la collina verde che è stata realizzata al centro del complesso.
  •  Albergo di Sant'Antonio
    Di origini quattrocentesche, la "Bettola" o Albergo di Sant' Antonio di Castelletto fu frequentata dai viaggiatori e barcaioli che navigavano lungo il Naviglio a quell'epoca.
  • Arengario - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Luisa Zanardi
     Arengario
    Con il progetto dell’Arengario, che vinse il concorso del 1937, si concluse il processo di rinnovo urbanistico del centro. Il rivestimento marmoreo conferisce all’edificio dell’Arengario, formato da due massicci parallelepipedi ad archi sovrapposti, una monumentalità retorica.
  • Casa Biraga - Fonte: Archivio Fotografico di Storia Locale (SLAF) della Biblioteca - foto di Mariagrazia Targa
     Casa Biraga
    Casa Biraga, una delle belle dimore di Cologno Monzese d'epoca cinquecentesca, apparteneva ad una delle più importanti famiglie nobili milanesi, i Birago, di discendenza diretta dal ramo dei Misinto di Lazzate. Il Palazzo adiacente al complesso Sormani, è ora di proprietà della Famiglia Arosio. Quì Girolamo Birago, stimato giurista nato a Milano nel 1691, componeva in dialetto milanese commedie e poesie, ritratti satirici della realtà del suo tempo apprezzati dal Parini.
  • Casa Broggi - Fonte: Provincia di Milano
     Casa Broggi
    Casa Broggi, situata in Piazza Cordusio, presenta una scenografica facciata eclettica, incuneata all’incrocio tra via Meravigli e via Dante e che risente dei modelli urbanistici francesi adottati dal piano Beruto. La costruzione, edificata dall’architetto Luigi Broggi in collaborazione con il giovane Giuseppe Sommaruga, si prospetta esibendo delle colonne, motivi floreali e teste leonine scolpite.
  • Casa Caccia Dominioni - Fonte: Provincia di Milano
     Casa Caccia Dominioni
    Pur nell’estrema semplicità, il palazzetto del 1951 sottende una raffinata ricerca storica sulle “preesistenze ambientali", dal casolare rurale lombardo alla casa-ballatoio ottocentesca, che le sue forme mirano a evocare nobilitandole con l’impiego di materiali pregiati (marmi, ferri battuti, piastrelle, pilastri in ghisa dei balconi). Di lì a poco il recupero delle “preesistenze" assumerà veste teorica.
  • Casa Corbellini - Fonte: Comune di Corbetta
     Casa Corbellini
    La Casa Corbellini o Castelletto è il risultato di una serie di interventi di Piero Portaluppi, fra i maggiori architetti del '900 nazionale. Un edificio sorto sui resti del castello è stato prima (fra 1941 e 1942) restaurato, poi in due occasioni (nel 1951, di nuovo fra 1959 e 1963) ampliato.
  • Oratorio S. Nazaro e Celso (Gesiò) - Fonte: Comune di Novate Milanese
     Casa de Busti e Oratorio dei Santi Nazaro e Celso (Gesiò)
    Casa de' Busti. L’edificio, situato al primo piano dell'antica canonica e nato come casa nobiliare, presumibilmente per volontà di Bernardino de’ Busti, tra la fine del primo o durante il secondo decennio del Cinquecento, fu convertito a sede del cappellano, per disposizione testamentaria del committente, dopo il 1530.
  • Casa della Regia Camera (Guardiano delle Acque) - Fonte: Archivio del Comune di Abbiategrasso – foto di Antonio Artusa
     Casa della Regia Camera (Guardiano delle Acque)
    Sulla sponda del Naviglio Grande, opposta alla chiesa di Sant' Antonio Abate, si trova la Casa Della Regia Camera (o del Guardiano delle Acque).
  • Casa Grondona - Fonte: Provincia di Milano
     Casa Grondona
    Casa Grondona, costruita nel 1876 per il facoltoso titolare dell’omonima officina meccanica, ai tempi considerata la migliore dell’epoca, sorge al numero 47 di corso Italia. L’edificio, progettato dall’architetto Enrico Terzaghi, si ricollega idealmente ai modi del tardo rinascimentale ed è caratterizzato per la lunga fronte arretrata, movimentata da brevi avancorpi. La costruzione si articola intorno a un cortile completamente aperto sul giardino retrostante, dando luogo a una curiosa sintesi fra villa lombarda e palazzo genovese.
  • Facciata di Casa Orsini - Fonte: Comune di Abbiategrasso
     Casa Orsini di Roma
    Palazzo di origine medioevale dalle scenografiche facciate, nel 1661 fu acquistato dalla casata milanese degli Orsini. Oggi è sede di rappresentanza della Banca Agricola Mantovana.
  • Casa Parravicini - facciata - Fonte: Provincia di Milano
     Casa Parravicini
    Casa Parravicini è una delle poche costruzioni del quattrocento rimaste nella città. La facciata è costruita con mattoni rossi e finestre rettangolari con cornice in terracotta lavorata a tortiglione così come il portale d'ingresso a sesto acuto.
  • Casa Pianca Albini - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Casa Pianca Albini
    La casa Pianca Albini ha origini quattrocentesche ed è stata restaurata per riportarla a veste medioevale.
  • Casa Sironi Marelli - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Casa Sironi Marelli
    Sulla riva sinistra del Naviglio Grande sorge la Casa Sironi Marelli, incompiuta dal 1800, che Giacomo Bordini, amministratore della famiglia Litta, avrebbe voluto regalarsi come grandioso ampliamento di un'abitazione settecentesca che era stata dei Crivelli. La mancanza di risorse economiche sufficienti fece sì che la rivoluzione progettata si fermasse in realtà ai giardini, forse disegnati dallo stesso Giuseppe Balzaretto dei Giardini Pubblici milanesi, e alle scuderie, curiosamente in stile moresco.
  • Cascina Bardena - Fonte: Comune di Cassinetta di Lugagnano - Foto di Franco Carelli
     Cascina Bardena
    La Cascina Bardena conserva l'ottocentesca abitazione padronale - appartenuta ai Barzi e ai Pallavicini di Persia - e un avanzo settecentesco in mattone a vista. Il giardino sfrutta i dislivelli del terreno come in un anfiteatro.
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