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Una grande Provincia, tanti luoghi da vivere



 

  • Facciata Parrocchiale San Giorgio Martire - Fonte: Diocesi di Milano
      Chiesa di San Giorgio Martire
    Al centro del paese, la parrocchiale di San Giorgio Martire ha ereditato il nome dello scomparso castello e della sua chiesa interna, ma non la posizione: l'edificio attuale risale al 1913.
  • Abbazia di Chiaravalle - Fonte: Provincia di Milano - Foto di David Martinez
     Abbazia di Chiaravalle
    Il fondatore dell'Abbazia fu Bernardo di Clairvaux (1135), che trasformò il terreno paludoso donatogli dal Comune in un centro di preghiera e lavoro, poi divenuto florida azienda agricola. Il modello cistercense bergognone (pianta a croce latina, coro rettangolare e transetto con cappella) adottato per la chiesa (1150-1160 - consacrazione nel 1221), è mediato da istanze lombarde (uso del cotto, arcate interne a tutto sesto su bassi pilastri a base cilindrica). Il progressivo abbandono dell'essenzialità imposta da San Bernardo è testimoniato dall'imponente torre Campanaria (1347-49 forse ad opera del Pecorari) e dal ricco ciclo di pitture trecentesche. Gli affreschi di Bernardino Luini e dei Fiammenghini risalgono ai sec. XVI-XVII, mentre il portico venne aggiunto nella prima metà del XVII sec. Nel 1798 sopraggiunsero decadenza ed abbandono. Solo nel 1894 sarebbero iniziati i lavori di restauro, proseguiti dopo il rientro dei Cistercensi (1952).
  • Abbazia di Mirasole - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Abbazia di Mirasole
    Fondato nella prima metà del 1200, il complesso di Mirasole è fra i luoghi di maggiore interesse artistico e culturale del territorio milanese. Il complesso, di impianto quadrangolare, costituisce uno degli esempi meglio conservati di corte colonica medioevale, dalla cui tipologia trarrà spunto la struttura della cascina lombarda di età moderna. Gli edifici erano circondati da un fossato e difesi da una torre munita in origine di ponte levatoio; due ingressi, uno dalla città, l'altro dai campi, immettevano nella corte circondata da stalle, abitazioni e laboratori per la lavorazione della lana. Accanto alla corte si trova il chiostro, sul quale si affacciavano refettorio, cucine, sala capitolare e sagrestia; porticato su quattro lati al piano terreno, su due lati del primo piano presenta una loggia che aveva funzione di dormitorio e granaio. Come il chiostro, anche la chiesa, dedicata a S. Maria, risale al periodo tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. L'interno è coperto a cassettoni lignei e ospita nel coro un affresco con l'Assunzione di Maria, opera di un anonimo operante intorno al 1460, ma ancora fortemente debitore dei modi di Michelino da Besozzo.
  • Chiesa di Santa Maria Nascente - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Abbazia di Morimondo
    A fondare l'Abbazia di Morimondo furono nel 1134 dei monaci Cistercensi provenienti dall'Abbazia francese di Morimond, a nord di Digione. Fin dai suoi primi decenni il monastero divenne un centro promotore della colonizzazione agricola e della bonifica, accumulando possedimenti rilevanti. Fin dalla metà del 1400, però, Morimondo cominciò a perdere d'importanza e nel 1799, sotto Napoleone, l'Abbazia fu soppressa. Soltanto dal 1952 ha ripreso ad essere abitata da monaci. Due arconi introducono nel suggestivo piazzale, dominato da un fianco della chiesa abbaziale intitolata a Santa Maria Nascente, costruita fra il 1182 e il 1292. La pianta è basilicale a tre navate, con volte rette da archi a sesto acuto che poggiano su pilastri cilindrici. Sulla crociera poggia un piccolo tiburio ottagonale. Fra le opere all'interno, le più notevoli sono l'acquasantiera trecentesca al primo pilastro, la Madonna col Bambino e i Santi Benedetto e Bernardo opera di Bernardino Luini alla quarta campata (è un affresco strappato: non dipinto qui originariamente) e soprattutto il coro ligneo, con 70 stalli in noce intarsiati dall'abbiatense Francesco Giramo entro il 1522. Del chiostro, rifatto tra il 1400 e il 1500, un'ala soltanto è originale. Conserva forme cistercensi la sala capitolare a due navate.
  • Abbazia di Viboldone - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Abbazia di Viboldone
    Fondata dagli Umiliati nel 1176 in cui oggi risiede una comunità di monache benedettine, dedite al restauro di codici e libri antichi. La chiesa intitolata a San Pietro, seppur in buone condizioni, è l'unico avanzo autentico dell'antico complesso in parte ricostruito nel secondo dopoguerra da Luigi Caccia Dominioni. Varcato il portale in legno che caratterizza la facciata in laterizi con decori marmorei di scuola campionese, l'interno, suddiviso in tre navate scandite da massicci pilastri circolari in cotto, ci sorprende per la preziosità e la bellezza degli affreschi che lo rivestono quasi per intero, ritenuti tra i più importanti e belli realizzati nel 1300 nell'Italia settentrionale e di chiara influenza giottesca.
  • Basilica di San Nazaro Maggiore - Fonte: Diocesi di Milano
     Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro
    La Basilica di San Nazaro, la più importante testimonianza d’arte paleocristiana, riveste un ruolo considerevole come sito di devozione e adorazione delle reliquie degli apostoli. Fatta costruire su volontà del vescovo Ambrogio, risultava già edificata nel 386 con la sua caratteristica forma a croce latina e una navata rettangolare lunga 56 metri. All'incrocio dei suoi assi, trova ubicazione la Cappella di San Nazaro, realizzata in argento con alcune tracce dorate e contenente la teca di Manlia Dedalia e le reliquie degli apostoli Giovanni, Andrea e Tommaso. Nel 1075 San Nazaro venne ricostruita, dopo un incendio, in forme romaniche. La facciata della basilica, che sorge nell'omonima piazza, di fronte al corso di Porta Romana, è coperta dal Mausoleo Trivulzio (Gian Giacomo Trivulzio famoso condottiero politico coinvolto nelle vicende di contesa dei domini dei territori della signoria di Milano), che fu progettato dal Bramantino a pianta ottagonale nel 1512. Fondata nel quarto secolo, col nome originario di basilica Apostolorum, cioè degli apostoli, venne ribattezzata nel 396 con l’attuale nome, in onore del suo fondatore, San Nazaro. Attualmente rimangono solo pochi resti visibili, nei muri, nella pavimentazione e nelle basi che sorreggono il tiburio, del periodo paleocristiano.
  • S. Maria Nuova - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Basilica di S. Maria Nuova
    Si tratta di una delle presenze storico-artistiche più rilevanti di Abbiategrasso, fondata nel 1365 per volontà della Scuola della Beata Vergine. Nel 1388 fu intitolata a Maria Nascente - come il Duomo di Milano - in segno di omaggio alla nascita di Giovanni Maria Visconti, figlio di Gian Galeazzo. La chiesa è nota per l'irregolare portico rinascimentale decorato a terrecotte e busti. Ancora più notevole è il pronao addossato alla facciata a proteggere un affresco della Madonna trasportato qui a fine 1500. Sin dal 1700 si ritiene che il disegno del pronao sia stata l'ultima opera nel Nord Italia di Donato Bramante prima di dedicarsi a San Pietro a Roma, ma si tratta in realtà di un intervento realizzato fra 1595 e 1602 dall'architetto romano Tolomeo Rinaldi. All'interno si trovano affreschi ottocenteschi di Giovanni Valtorta, resti di affreschi quattrocenteschi, e la notevole pala con la Madonna che dà il cordone a San Francesco, commissionata a Giovanni Crespi, detto il Cerano, uno dei più significativi pittori lombardi fra il '500 e il '600.
  • Basilica San Calimero - Fonte: Provincia di Milano
     Basilica di San Calimero
    L'origine antichissima della basilica, che sorse in epoca paleocristiana presso un'area cimiteriale lontana dal centro, è testimoniata dalla presenza di alcune lapidi (pagane e cristiane) tuttora murate sul fianco destro della chiesa. L'esterno dell'abside, con la cornice di fornici tipicamente ambrosiana risale al rifacimento romanico (sec. XI-XII). Dopo la completa trasformazione operata da Richini nel 1609, l'attuale facciata in cotto è frutto del restauro dell'architetto Angelo Colla (1882-84). Risale almeno al secolo VIII la cripta, rifatta nel Cinquecento.
  • Basilica di San Giorgio - Fonte: Archivio Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Basilica di San Giorgio
    La settecentesca parrocchiale, costruita su disegno di Francesco Maria Richini, presenta l'altare maggiore neoclassico di Leopold Pollack e tele di Francesco Nuvolose e Pietro Gilardi (quadro dell'Immacolata Concezione, dipinto nel 1717). Edificata tra il 1606 e il 1625. Nella prima metà del 1800 subì un rifacimento della facciata in forme neoclassiche. All’interno si trovano affreschi del 1600 appartenenti al Morazzone (Cappella della Madonna del Carmelo).
  • Basilica di San Lorenzo Maggiore - Fonte: Provincia di Milano - Foto di David Martinez
     Basilica di San Lorenzo Maggiore
    Testimonianza importante della Milano romana e paleocristiana, la basilica si trova di fronte alle sedici colonne romane corinzie che introducono al sagrato, ove domina una copia bronzea della statua dell'Imperatore Costantino. La basilica, il cui impianto originario risale alla fine del IV secolo- inizio V , dopo innumerevoli crolli ed incendi è stata oggetto di numerosi restauri (1911, 1916, 1937-38). Ne deriva una sovrapposizione di elementi, con prevalenza delle strutture paleocristiane ma con presenze romaniche e tardo cinquecentesche. La facciata è ottocentesca e la cupola del 1619 si presenta imponente e poderosa, la più grande di Milano.
  • Basilica di S.Magno - Fonte: AIM (Associazione Interessi Metropolitani)
     Basilica di San Magno
    Vero gioiello del Rinascimento, la Basilica venne eretta con il contributo delle famiglie legnanesi Lampugnani e Vismara. Ispirata all'opera del Bramante, all'esterno presenta una pianta a croce greca, mentre all'interno un atrio introduce in uno spazio ottagonale con profonde cappelle; sul brillante fondo azzurro delle paraste angolari spiccano le eleganti candelabre a monocromo, che proseguono sulla volta ottagonale, interamenta affrescata da Gian Giacomo Lampugnani nel 1515.
  • Basilica di San Simpliciano - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Tiziana Greco
     Basilica di San Simpliciano
    La basilica è una delle prime chiese erette a Milano. Fu Sant'Ambrogio a volerne la costruzione (IV sec.), che venne però terminata sotto il suo successore San Simpliciano, il quale vi fu sepolto. Nell'anno 398 la basilica accolse anche le reliquie di tre martiri: Sisinio, Martirio ed Alessandro. Dal IV secolo d.C. ad oggi, le strutture della chiesa hanno subito molte trasformazioni; le più rilevanti sono quelle del VII e dell'XI secolo. All'interno, nella conca dell'abside, la grande Incoronazione di Maria, ad affresco, del Bergognone. La chiesa è legata alla memoria della battaglia di Legnano: le vetrate della facciata illustrano le "Glorie del Carroccio".
  • Basilica di San Vittore al Corpo - Fonte: Provincia di Milano
     Basilica di San Vittore al Corpo
    La primitiva basilica, forse risalente al IV secolo, venne sostituita già nell'VIII da una costruzione più ampia per trasferirvi da San Vittore in Ciel D'Oro i corpi dei Santi Vittore e Satiro. Dopo l'anno Mille, alla basilica si affiancò un Monastero Benedettino ed entrambi furono rifatti integralmente nel sec. XVI dagli Olivetani. L'aspetto attuale della chiesa si deve al progetto di Vincenzo Seregni dal 1533 e quindi da Pellegrino Tibaldi, dal 1568 direttore del cantiere. L'interno conserva ancora intatto l'aspetto Cinquecentesco.
  • Basilica di S.Ambrogio - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Basilica di Sant'Ambrogio
    L'attuale edificio venne elevato sul perimetro della precedente Basilica Martyrum, costruita alla fine del IV secolo da S. Ambrogio, patrono della città, grande figura di riformatore e difensore della Chiesa. La ricostruzione della chiesa ebbe inizio alla fine del IX secolo, data a cui risale il campanile di destra di stile preromanico, detto dei Monaci. Alla metà del X secolo risale la parte absidale, mentre il corpo della chiesa venne realizzato dalla fine del XI e nel XII secolo, in forme romaniche. La chiesa è preceduta da un ampio quadriportico e rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Italia e in Europa. Sul lato sinistro della facciata si eleva il campanile dei Canonici della fine del XI secolo. Tra le opere d'arte conservate al suo interno si segnala in particolare il famoso altare d'oro, realizzato nel IX secolo da Volvinio e altri maestri orafi. Si tratta di una cassa interamente rivestita di lamine d'oro e d'argento con cornici in smalto e pietre incastonate. Sotto il presbiterio si può visitare la Cripta che conserva i corpi dei Santi Ambrogio, Protaso e Gervaso. Nella Cappella di S. Vittore in Ciel d'Oro, costruita nel IV secolo e decorata a mosaico, si conserva la più antica e realistica immagine di S. Ambrogio. Annesso alla Basilica vi è il Museo di S. Ambrogio. Sul fianco sinistro della Chiesa sono visibili due lati del Portico della Canonica, progettati dal Bramante prima del 1492 e lasciati incompiuti nel 1499 a causa della caduta di Ludovico il Moro, Duca di Milano e committente dell'opera. Alle spalle della Basilica sorge il grande complesso monastico con due chiostri progettati nel 1498 da Bramante, oggi sede dell'Università Cattolica.
  • Basilica di Sant'Eustorgio - facciata - Fonte: Provincia di Milano
     Basilica di Sant'Eustorgio
    Fu fondata tra il 315 e il 331 per volere del vescovo Eustorgio allo scopo di ospitarvi le reliquie dei Magi da Costantinopoli, che furono però trafugate nel 1164 dal Barbarossa. Solo nel 1903 vennero restituite in minima parte alla basilica, dove oggi vengono conservate in un'urna collocata nella Cappella dei Magi. Lungo la fiancata destra della chiesa, che assunse la sua veste romanica a partire dall'XI secolo, furono aperte alcune cappelle, fra cui la Cappella Portinari, eretta da Pigello Portinari, procuratore del Banco dei Medici a Milano, sia come propria cappella gentilizia sia per custodire il reliquiario con la testa di San Pietro Martire. Costituita da due vani a pianta quadrata, coperti da cupole con una decorazione policroma tipicamente lombarda, è una delle più notevoli opere del Rinascimento lombardo. Nella parte alta si può visitare l'importante ciclo di affreschi (Vincenzo Foppa e Giovanni Balduccio). Notevole è anche il maestoso campanile trecentesco.
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