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Una grande Provincia, tanti luoghi da vivere




Il Castello Visconteo e il Fiume Adda - Trezzo sull'Adda - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale

Trezzo sull'Adda

Storico capoluogo visconteo al confine con le terre di Venezia, la cittadina di Trezzo è una presenza immancabile per le decine di migliaia di persone che ogni giorno attraversano l'Adda lungo l'autostrada fra Milano e Bergamo. Dal ponte a sei corsie, che passa alto sopra le acque, si possono vedere la mole del mastio a base quadrata del Castello di Trezzo - di notte illuminato - e, alla sponda bergamasca, sia l'opposto abitato di Capriate San Gervasio sia, più lontani a sud, gli edifici svettanti dello straordinario villaggio operaio di Crespi d'Adda. Guidare e ammirare panorami sono notoriamente attività poco combinabili, ma almeno i passeggeri dovrebbero pensare per qualche secondo che da quel ponte si contemplano, fra i dirupi dell'Adda, molta storia e molta natura. Per chi segue l'impulso di curiosare e non si fa prendere dalla fretta, Trezzo ha parecchio da offrire al visitatore. Non è grande (la popolazione si aggira sui 12mila abitanti) ma vivace di scorci, spunti e dislivelli. Se mezza giornata di esplorazione può forse bastare per una prima occhiata, è probabile resti poi la voglia di tornare, magari prendendo a noleggio una bici per pedalare nella quiete lungo l'Adda dove alle automobili non è consentito passare, fino agli spettacolari panorami attorno al Naviglio di Paderno e oltre.

Info Utili

indirizzo
via Roma,  5
20056 Trezzo sull'Adda MI
telefono 02 909331
informazioni
telefono 02 909331
fax 02 90933270
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Come arrivare

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Note

La più nota testimonianza delle antiche radici di Trezzo è data da una situla di origine celtica, cioè un vaso in rame fornito di coperchio e manico sottile, ritrovata qui a metà ’800 e databile fra il quarto e il terzo secolo a.C. Oggi è custodita a Milano, presso le raccolte archeologiche comunali. Resti più cospicui come cocci, frammenti di mattoni, coperchi di sarcofagi e monete d’età imperiale restituiscono l’immagine di una Trezzo d’età romana. La planimetria stessa dell’abitato storico, squadrata come i romani usavano e con la porta di Santa Marta ancora esistente, sembra risalire a un paio di millenni or sono.
Da una trentina d’anni, la leggenda che proprio Teodolinda avrebbe voluto il primo castello di Trezzo poggia sulla realtà di una scoperta archeologica piuttosto eccezionale. Fra 1976 e 1978 sono tornate alla luce nella zona della Cascina San Martino cinque tombe longobarde del VII secolo, unico ritrovamento del genere in contesto chiuso e inviolato. Che fossero sepolture di uomini importanti lo si comprese subito dai corredi: armi da offesa e da difesa, ornamenti d’oro di raffinata fattura, brandelli di tessuto riccamente lavorato e gli straordinari anelli-sigillo. Altre venticinque tombe del genere, non integre però, sono state scavate poco lontano nei primi anni ’90. La ricostruzione di una sepoltura longobarda è visitabile al Castello Visconteo.

 

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