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VisitaMilano

Una grande Provincia, tanti luoghi da vivere



 

  • Il canale della Muzza - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Canale della Muzza
    Derivato alla sponda destra dell'Adda, il canale della Muzza origina a Cassano poco a monte del Castello Borromeo e torna al fiume nel territorio comunale di Castiglione d'Adda, in provincia di Lodi. Con i suoi 40 chilometri di lunghezza, è considerato il maggiore canale d'irrigazione d'Europa ed è tuttora una notevole risorsa per l'agricoltura lombarda. Nato da un ramo morto del fiume che già in età romana doveva servire a irrigare i campi, fu sistemato e ampliato a partire dal 1220 quando l'imperatore Federico II ne concesse ai lodigiani l'utilizzo delle acque. A deliberarne il corso vicino al castello, probabilmente per ragioni difensive, sembra sia stato a fine '200 il fondatore stesso della dinastia ducale di Milano, Ottone Visconti.
  • Canale Villoresi - Fonte: Archivio della Provincia di Milano
     Canale Villoresi
    Canale d'irrigazione che ha origine dal Ticino: prende le acque dal fiume alla diga del Pamperduto, nel comune di Somma Lombardo, e dopo aver percorso 86 chilometri si butta nel fiume Adda, nel comune di Cassano d'Adda. I lavori di costruzione vennero iniziati nel 1881 e si conclusero nel 1891 su progetto di Eugenio Villoresi (il padre Luigi fu uno dei progettisti del parco della Villa di Monza). Una buona parte della strada alzaia del canale è stata trasformata in pista ciclabile ed è già oggi possibile arrivare con una certa facilità fino alla città di Monza.
  • Darsena - Fonte: Comune di Milano
     Darsena
    Tra i viali Gabriele D'Annunzio e Gorizia si estende il bacino della Darsena, nodo del vasto sistema fluviale e di canali di Milano. Vi confluiscono il fiume Olona (ora coperto) ed il Naviglio Grande; ne defluiscono il Naviglio Pavese ed il Ticinello. Il bacino fu aperto nel 1603 da Conte di Fuentes, governatore spagnolo, come approdo per chiatte e battelli. Attraverso l'invaso della Darsena, i Navigli esterni venivano messi in comunicazione con la rete dei canali cittadini, favorendo e sviluppando le attività commerciali ed artigianali di un tempo. A pochi metri da quello che era il porto della città, vale la pena visitare il “Vicolo dei Lavandai", con i vecchi lavatoi in pietra coperti da rustiche tettoie in legno.
  • Panoramica Naviglio di Bereguardo con chiesa San Antonio Abate - Abbiategrasso - Fonte: Archivio del Comune di Abbiategrasso – Foto di Antonio Artusa.
     Naviglio Bereguardo
    Il Naviglio di Bereguardo è uno dei canali artificiali, destinati originariamente alla navigazione interna, che sono stati scavati tra il Basso Medioevo e il 1800 nel Milanese. Iniziato già nel 1420, fu realizzato in gran parte tra il 1457 e il 1470 per volontà di Francesco I Sforza duca di Milano. Si stacca dal Naviglio Grande ad Abbiategrasso, e si dirige verso sud, raggiungendo Bereguardo presso il Ticino. Le imbarcazioni che dal Po, risalendo il Ticino nel suo primo tratto, volevano raggiungere Milano, dovevano essere trasbordate via terra su questo canale, risalendo il quale raggiungevano il Naviglio Grande e quindi la città. Il canale decadde all'inizio del 1800, quando fu completato il Naviglio Pavese, che, grazie a un grandioso sistema di chiuse, mette direttamente in comunicazione Milano con il Ticino, a breve distanza dalla sua confluenza col Po. Attualmente funge da canale di irrigazione.
  • Naviglio Grande - Fonte: Archivio Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Naviglio Grande
    Nasce dal Ticino a Tornavento (diga di Paladella). Iniziato nel 1177, il canale raggiunse Milano nel 1257 e fu reso navigabile solo dal 1269. E' lungo circa 50 Km, largo da 50 a 12 metri, profondo da 3,80 a 1 metro. Prima della copertura della cerchia dei Navigli (1929-30), i barconi di carico potevano entrare in città. Il canale fu essenziale per trasportare i marmi utilizzati per la costruzione del Duomo provenienti da Candoglia (Lago Maggiore). Oggi lungo le rive del Naviglio si susseguono antichi scorci di una Milano romantica: case di ringhiera, laboratori artigianali, antichi lavatoi coperti da tettoie su travi di legno.
  • Naviglio Martesana - Pista Ciclabile - Fonte: Provincia di Milano - Foto di Romano Vitale
     Naviglio Martesana
    Canale lungo circa 38 chilometri che si estende su un territorio fittamente insediato. In passato grazie alla Martesana arrivavano a Milano le derrate e i materiali da costruzione della Bergamasca, ed inoltre il ferro ricavato dalle miniere dell' Alto Lario.
  • Naviglio Martesana - Fonte: Provincia di Milano - Foto di David Martinez
     Naviglio Martesana Milano
    Costruito a partire dal 1457 su progetto dell'ingegnere idraulico Bertola da Novate, il canale collegava l'Adda all’anello dei navigli interni. La riunione con l'acqua cittadina presso il porto di San Marco, avvenne nel 1497 ad opera di Bartolomeo della Valle forse con la consulenza di Leonardo Da Vinci. Questo perfezionò la complessa rete di canali extraurbani, migliorando anche l'intero sistema di navigazione interna. Il percorso della Martesana all'interno della città di Milano è oggi quasi scomparso. Fanno eccezione brevi tratti in viale Padova e il punto di immissione presso la Conca dell’Incoronata, tra via San Marco e via Castelfidardo, un tipico esempio di conca "vinciana", così detta perché si fa risalire al genio di Leonardo da Vinci l’idea di collocare le porte ad angolo, agevolando le operazioni di apertura e chiusura. L'idea di far rivivere il Naviglio della Martesana è stata resa possibile dall'inaugurazione, negli anni '90, di una pista ciclopedonale lungo il tratto che, partendo da Cassina de' Pomm, raggiunge Gorla, Precotto e Crescenzago.
  • Naviglio Martesana - via Idro - Fonte: Distretto Bioculturale dell’Adda - Foto di Spin360
     Via Idro lungo il Naviglio Martesana
    La zona, appena superato il quartiere di Crescenzago, un tempo irrigata da rogge e fontanili, era caratterizzata da campi e da insediamenti rurali. Nel punto in cui il Martesana interseca il fiume Lambro sorge la cascina Lambro, complesso oggi in cattivo stato che mantiene intatta, però, la fisionomia originaria di casa rustica con corte. Nei pressi di via Lazzaretto, che prende il nome da un ricovero per appestati edificato dal Cardinale Borromeo, vi è un piccolo portico, simile a un lavatoio, nel quale sono raccolti numerosi oggetti (in dialetto milanese "carabattole") recuperati durante le operazioni di manutenzione del Naviglio.

 

 


 

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